Bonus Pubblicità 2019

BONUS PUBBLICITA’ 2019
bonus pubblicita

BENEFICIARI

Tipologia

Soggetti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo di qualsiasi dimensione (indipendentemente da natura giuridica, dimensioni aziendali, regime contabile), e dagli enti non commerciali.

SPESE AGEVOLABILI

Spese agevolabili

Sono ammissibili al credito d’imposta gli investimenti riferiti all’acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali su giornali quotidiani e periodici, nazionali e locali, ovvero nell’ambito della programmazione di emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.

In ogni caso, gli investimenti pubblicitari devono essere effettuati su giornali ed emittenti editi da imprese titolari di testata giornalistica iscritta presso il competente Tribunale, ovvero presso il Registro degli operatori di comunicazione e dotate in ogni caso della figura del direttore responsabile.

Per poter accedere alle agevolazioni fiscali, il monte degli investimenti in pubblicità dovrà essere superiore dell’1%, rispetto agli investimenti effettuati dall’azienda o dal lavoratore autonomo nell’anno precedente  (in riferimento al medesimo mezzo di informazione).

Nell’anno precedente occorre che gli investimenti in pubblicità siano stati maggiori di 0 (zero)

AGEVOLAZIONE

Forma tecnica

Il credito d’imposta è pari al 75 per cento del valore incrementale degli investimenti effettuati,

OPERATIVITÀ

Scadenza agevolazione

Per il 2019 la presentazione della domanda dovrà avvenire tra il 1 Ottobre 2019 e il 31 Ottobre 2019

Per le annualità successive la domanda dovrà essere presentata nel mese di marzo dell’anno in cui si effettuano gli investimenti.

Se interessato a ricevere ulteriori informazioni, richiedile a segreteria@isinetconsulting.it o contattaci direttamente allo 049.2020182

Maggiori informazioni

NORMATIVA

Regolamento di attuazione del credito di imposta su investimenti pubblicitari incrementali

Scarica il file excel per il calcolo del beneficio

Attenzione! C’è un parere del Consiglio di stato che dice che E’ NECESSARIO AVER FATTO INVESTIMENTI NELL’ANNO PRECEDENTE

In sostanza, il Consiglio di Stato ha respinto la tesi della Presidenza del Consiglio secondo la quale si sarebbe dovuto considerare integralmente agevolabile la spesa pubblicitaria dei soggetti che hanno iniziato l’attività nel corso dell’anno per il quale è richiesto il beneficio o che nell’anno precedente a quello per il quale il beneficio è richiesto non abbiano effettuato investimenti pubblicitari.

E’ interessante riportare la parte del Parere n. 01255/2018 del Consiglio di Stato sul tema:
«Relativamente alla condizione concernente le modalità di calcolo dell’agevolazione da concedere ai soggetti che hanno iniziato l’attività nel corso dell’anno per il quale è richiesto il beneficio o che nell’anno precedente a quello per il quale il beneficio è richiesto non abbiano effettuato investimenti pubblicitari, previste dall’art. 3, comma 3 dello schema, ritenute in contrasto con la normativa primaria di riferimento – l’Amministrazione ha evidenziato di non poter accogliere tale rilievo.
Secondo l’Amministrazione infatti… l’eventuale soppressione della possibilità di considerare come integralmente agevolabile la spesa pubblicitaria dei soggetti che hanno iniziato l’attività nel corso dell’anno per il quale è richiesto il beneficio o che nell’anno precedente a quello per il quale il beneficio è richiesto non abbiano effettuato investimenti pubblicitari potrebbe vanificare “l’effetto di stimolo sul fatturato pubblicitario” connesso all’agevolazione di cui si converte e potrebbe comportare l’esclusione dall’ambito di applicazione del regolamento delle start-up innovative e dei piccoli e medi operatori economici, con conseguente rischio d’incompatibilità del regolamento stesso con la disciplina comunitaria in materia di aiuti di stato.
La Sezione tuttavia… non può esimersi dal rilevare che queste ultime non possono comunque ritenersi adeguate a superare il rilevato contrasto sussistente tra il meccanismo dello schema e la normativa primaria di riferimento che, come già evidenziato, prevede che possano essere oggetto del contributo fiscale di cui si converte soltanto gli investimenti in campagne pubblicitarie il cui valore superi almeno dell’1 per cento gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione “nell’anno precedente” e ciò perché nella fattispecie disciplinata… non può ritenersi sussistente un aumento percentuale degli investimenti pubblicitari pari ad almeno l’1% delle spese sostenute nel corso dell’anno precedente, in quanto manca proprio il termine di raffronto consistente negli investimenti effettuati nella precedente annualità…
Occorre, infatti, rilevare che il meccanismo previsto dall’art. 3, comma 3, del decreto – nella parte in cui dispone che, per le imprese che hanno iniziato l’attività nel corso dell’anno per il quale è richiesto il beneficio o che nell’anno precedente a quello per il quale il beneficio è richiesto non abbiano effettuato investimenti pubblicitari, “è considerato incrementale l’intero importo” delle spese sostenute per attività pubblicitarie sui mezzi d’informazione oggetto del decreto – vista l’entità del beneficio (“intero importo” speso per l’acquisizione di spazi pubblicitari in luogo della percentuale, a seconda dei casi 75% o 90%, del mero valore incrementale degli investimenti effettuati), potrebbe risultare discriminatoria a danno proprio dei soggetti che, viceversa, abbiano effettuato degli investimenti pubblicitari nell’anno precedente, i quali rischierebbero di subire gli effetti della cospicua diminuzione delle risorse disponibili per l’agevolazione de qua a fronte del beneficio concesso a soggetti immediatamente non ricompresi tra i beneficiari individuati dalla disposizione primaria di riferimento».

 

Stampa