Decreto Rilancio Sintesi delle agevolazioni contenute

DECRETO RILANCIO – SINTESI DELLE AGEVOLAZIONI PREVISTE

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Ecco cosa prevede il nuovo Decreto Rilancio firmato

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PER LE IMPRESE (Art. 25)

Beneficiari:

  • titolari di partita iva (reddito d’impresa, reddito di lavoro autonomo, reddito agrario, comprese le cooperative) con ammontare dei compensi (reddito autonomo TUIR art.54 comma 1) o dei ricavi (reddito d’impresa TUIR art.85 comma 1) non superiori a 5 Mln di € nel 2019;
  • enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione allo svolgimento di attività commerciali;
  • a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di Aprile 2020 sia inferiore di 2/3 rispetto all’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di Aprile 2019 (al fine di determinare correttamente i predetti importi, si fa riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi);
  • ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1/1/2019 il contributo spetta anche in assenza dei requisiti relativi alla riduzione di fatturato;
  • ai soggetti che già versavano in stato di emergenza a causa di altri eventi calamitosi alla data dell’insorgere dello stato di emergenza COVID-19 e per i quali, date le pregresse difficoltà economiche, non è necessaria la verifica della condizione del calo di fatturato (come ad esempio nel caso dei comuni colpiti dagli eventi sismici, alluvionali o di crolli di infrastrutture che hanno comportato le delibere dello stato di emergenza).

Non spetta a chi ha cessato l’attività alla data di presentazione dell’istanza, agli Enti pubblici, intermediari finanziari, ai soggetti che hanno già percepito le indennità previste dagli articoli 27 al 38 del Dl. Cura Italia, ai lavoratori dipendenti e ai professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria.

Intensità:

  • Ricavi o compensi 2019 fino a 400.000 euro: 20% di (ricavi aprile 2019 – ricavi aprile 2020);
  • Ricavi o compensi 2019 sup. a 400.000 euro e fino a 1 Mln di euro: 15% di (ricavi aprile 2019 – ricavi aprile 2020);
  • Ricavi o compensi 2019 sup. a 1 Mlm di euro e fino a 5 Mln di euro: 10% di (ricavi aprile 2019 – ricavi aprile 2020).

Ai soggetti rientranti nell’ambito di applicazione della norma, spetta un contributo minimo per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi.

Ammissibilità:

Il contributo spetta a condizione che l’ammontare del fatturato di aprile 2020 sia sceso del 33% rispetto a quello di aprile 2019 e a chi abbia iniziato l’attività a partire dal primo gennaio 2019.

Al fine di ottenere il contributo a fondo perduto, i soggetti interessati presentano, esclusivamente in via telematica, un’istanza all’Agenzia delle entrate con l’indicazione della sussistenza dei requisiti definiti dai precedenti commi. L’istanza può essere presentata, per conto del soggetto interessato, anche da un intermediario delegato al servizio del cassetto fiscale dell’Agenzia delle entrate. L’istanza deve essere presentata entro sessanta giorni dalla data di avvio della procedura telematica per la presentazione della stessa, come definita con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate.

RAFFORZAMENTO PATRIMONIALE (Art. 26)

Beneficiari:

  • Imprese con un fatturato compreso fra i 5 ed i 50 milioni di euro che hanno subito un calo del fatturato del 33%

Intensità:

  • Detrazione del 20% dall’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche (deduzione del 20% per le società) in caso di aumento di capitale a pagamento, con un limite massimo del beneficio fissato a 2 milioni di euro;
  • Credito d’imposta pari al 50% delle perdite superiori al 10% del patrimonio netto fino a concorrenza del 30% dell’aumento di capitale (con un tetto massimo di 800.000 euro).

Per le imprese con ricavi sopra i 10 milioni di euro che effettuino aumenti di capitale superiori ai 250.000 euro è prevista la possibilità di emettere strumenti finanziari (di ammontare compreso fra 250.000 euro e il minore fra l’importo dell’aumento di capitale e 3 milioni di euro) che possono venire acquistati dal ‘Fondo Patrimonio Pmi’ gestito da Invitalia, di 6 anni di durata senza il pagamento di interessi.
Il valore di rimborso da parte della società che ha effettuato l’aumento di capitale è ridotto del 30% (con limite a 800.000 euro) nel caso in cui il valore del patrimonio netto sia superiore a quello del momento della sottoscrizione e la società non abbia, fra le altre cose, versato dividendi o fatto aumenti di capitale gratuiti.

RICAPITALIZZAZIONE DELLE IMPRESE (Art. 27)

Beneficiari:

  • Imprese con fatturato oltre i 50 milioni di euro.

Gli interventi sono rivolti a SpA con sede in Italia, che non operano nel settore bancario, finanziario o assicurativo.

Tipologia di agevolazione:

Istituzione di un patrimonio destinato in CDP di 45 miliardi.

Il patrimonio potrà realizzare interventi a condizioni di mercato o secondo i criteri che saranno definiti dal quadro temporaneo sugli aiuti di Stato approvato dalla Commissione europea, e saranno preferibilmente effettuati secondo modalità standardizzate, nella forma della sottoscrizione di prestiti convertibili o subordinati.

La sottoscrizione di capitale richiederà invece un’istruttoria specifica, non porterà all’acquisizione di partecipazioni di controllo, e vedrà di norma la presenza di co-investitori. Il patrimonio potrà anche intervenire in operazioni di ristrutturazione di imprese in crisi con prospettive di rilancio. Nella valutazione degli interventi si tiene in conto, tra l’altro, dell’incidenza dell’impresa con riferimento allo sviluppo tecnologico, alle infrastrutture critiche e strategiche, alle filiere produttive strategiche, alla sostenibilità ambientale, ai livelli occupazionali e al mercato del lavoro.

CREDITO D’IMPOSTA PER I CANONI DI LOCAZIONE, AFFITTO D’AZIENDA E CESSIONE DEL CREDITO (Art. 28)

Beneficiari:

Ambito applicativo SOGGETTIVO: esercenti di attività d’impresa o esercenti di arti e professioni, che abbiano conseguito ricavi o compensi non superiori a 5 milioni € nel periodo d’imposta precedente. Strutture alberghiere indipendentemente dall’ammontare del volume d’affari. Enti non commerciali per immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale.

Ambito applicativo OGGETTIVO: Il credito d’imposta riguarda gli immobili a uso non abitativo destinato allo svolgimento delle seguenti attività: industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico, di esercizio abituale professionale dell’attività di lavoro autonomo, di svolgimento delle attività istituzionali per gli enti non commerciali.

L’importo dei canoni su cui calcolare il credito d’imposta corrisponde a quanto versato con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo aprile e maggio 2020.

Intensità:

  • contratto di locazione, leasing, concessione immobile: credito d’imposta pari al 60% del canone mensile versato;
  • contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto di azienda che comprendano ovviamente almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività: credito d’imposta pari al 30% del canone mensile versato.

Criteri di applicazione:

CONDIZIONE: che il locatario abbia subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.
UNICA ECCEZIONE: nel caso di strutture alberghiere il credito di imposta spetta comunque indipendentemente dal volume di affari registrato.

Modalità di utilizzo:

Le modalità di utilizzo del credito d’imposta per il locatario prevede la possibilità di utilizzo nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta di sostenimento della spesa o in compensazione successivamente all’avvenuto pagamento dei canoni. e la facoltà di cessione del credito stesso. Si può, inoltre, optare per la cessione del credito d’imposta al locatore o al concedente o ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Cumulabilità:

È previsto un espresso divieto di cumulo con il credito d’imposta relativo ai canoni di locazione del mese di Marzo previsto dal decreto cura Italia per botteghe e negozi in categoria catastale C/1.

RAFFORZAMENTO DELL’ECOSISTEMA DELLE START-UP INNOVATIVE (Art. 38)

Per l’anno 2020 sono destinati 10 milioni di euro per la concessione alle start up innovative di agevolazioni sotto forma di contributi a fondo perduto finalizzate all’acquisizione di servizi prestati da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese innovative.

FONDO PER IL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO

Viene istituito la costituzione, presso il Ministero dello sviluppo economico ed è finalizzato alla promozione di iniziative e investimenti utili alla valorizzazione e all’utilizzo dei risultati della ricerca presso le imprese operanti sul territorio nazionale, con particolare riferimento alle start-up innovative.

SMART & START, FONDO PER LE START-UP INNOVATIVE (Art. 38)

Vengono introdotte ulteriori norme volte a rafforzare il sostegno pubblico alla nascita e allo sviluppo delle start-up innovative, agendo nell’ambito di questa misura pensata per la crescita delle imprese.

GARANZIA SULL’ASSICURAZIONE DEI CREDITI COMMERCIALI (Art. 35)

Viene creato uno strumento di ‘riassicurazione’ di Stato, in analogia con quelli adottati o in via di adozione in altri Paesi Europei. Con uno stanziamento a favore delle imprese di assicurazione dei crediti commerciali a breve termine, si vuole evitare che le perdite attese a seguito dello shock da Covid-19 portino a una notevole contrazione delle linee di credito commerciale in favore delle imprese e garantite dalle compagnie di assicurazioni, che ora potranno accedere allo strumento di garanzia previsto a beneficio di chi ha contratto la polizza credito (il fornitore) e dei relativi clienti (le imprese della filiera debitrici).


CREDITO D’IMPOSTA PER GLI INVESTIMENTI PUBBLICITARI

Il Credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari, limitatamente al 2020, è pari al 50% degli investimenti effettuati e non più del valore incrementale degli stessi.

Si tratta degli investimenti effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online e per quelli effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche.
La comunicazione telematica è presentata nel periodo compreso tra il 1 ed il 30 settembre del 2020.

DEROGA SULLA DISCIPLINA DEGLI AIUTI DI STATO

Alla luce del nuovo ‘Temporary Framework’ della Commissione Ue, i soggetti beneficiari di aiuti non rimborsati, di cui è obbligatorio il recupero in esecuzione di una decisione della Commissione, possono ricevere nuovi aiuti, in deroga al divieto di concessione previsto. Analogamente, Regioni, Province e altri tenti territoriali possono concedere varie tipologie di aiuti alle imprese (fra le quali sovvenzioni dirette, anticipi, agevolazioni fiscali, garanzie sui prestiti, tassi di interesse agevolati e sovvenzioni per il pagamento dei salari al fine di evitare licenziamenti).

EFFICIENTAMENTO ENERGETICO ECOBONUS, SISMA BONUS, FOTOVOLTAICO e COLONNINE DI RICARICA (Art.119)

Beneficiari:

  • le persone fisiche che detengono gli immobili al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni in relazione agli interventi realizzati sui condomini e sulle singole unità immobiliari adibite ad abitazione principale. Occorre sottolineare che per espressa previsione normativa non possono fruire dell’agevolazione le persone fisiche che sostengono le spese dei commi da 1 a 3 (ecobonus e sismabonus) al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, in relazione a interventi effettuati su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale;
  • dagli Istituti autonomi case popolari (Iacp) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
  • dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

Intensità:

Detrazione fiscale al 110% da ripartire in 5 quote annuali, delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per i lavori di riqualificazione energetica e/o antisismica con possibilità di cedere il relativo credito fiscale.

Interventi agevolabili:

  • le opere di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo. In questo caso la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 60.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio;
  • agli interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici. In relazione a questo intervento la detrazione spetta su un ammontare complessivo delle spese non superiore ad euro 30.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito;
  • agli interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici ovvero con impianti di microcogenerazione. Per questo intervento la detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000 ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Inoltre, si allarga il perimetro applicativo dell’agevolazione a tutti gli altri interventi dell’articolo 14 D.L. 63/2013 a condizione che vengano realizzati congiuntamente a quelli su elencati. Quindi, in sostanza, gli interventi sopra elencati fungono da traino per allargare la portata del beneficio a tutti gli interventi che rientrano nell’ambito dell’ecobonus.

Criteri di applicazione:

Resta il vincolo del «miglioramento di due classi energetiche dell’edificio» come condizione per accedere all’agevolazione energetica massima, ma se non possibile, sarà sufficiente il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (Ape). Al miglioramento della classe energetica può contribuire, oltre ai tre interventi portanti (cappotto termico, caldaie a pompe di calore e a condensazione) anche l’installazione dei pannelli solari che possono essere aggregati all’intervento principale accedendo pure allo sconto del 110%. Il sismabonus sarà ammesso non solo nelle zone sismiche 1 e 2, ma anche nella zona 3.

Infine, in luogo della fruizione del beneficio mediante detrazione d’imposta su base quinquennale, il contribuente può optare, mediante istanza telematica da presentare all’Agenzia delle Entrate, per:

  • l’applicazione dello sconto in fattura;
  • la cessione del credito.

CREDITO D’IMPOSTA PER L’ADEGUAMENTO DEGLI AMBIENTI DI LAVORO (Art. 120)

Beneficiari:

I soggetti esercenti di attività di impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico, le associazioni, le fondazioni e gli altri enti privati, compresi gli enti del terzo settore.

Intensità:

  • credito di imposta del 60% delle spese sostenute nel 2020 per la riapertura in sicurezza degli esercizi aperti al pubblico, nei limiti di 80.000 euro per beneficiario.
  • Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione ed è cedibile ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.

Spese ammissibili:

  • acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa;
  • interventi edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici ingressi e spazi comuni, per l’acquisto di arredi di sicurezza nonché in relazione agli investimenti in attività innovative;
  • spese per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del COVID-19.

Stanziamento: 2 miliardi di euro.

CREDITO D’IMPOSTA PER LA SANIFICAZIONE E L’ACQUISTO DI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE (Art.125)

Beneficiari:

  • Soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati, compresi gli enti del Terzo del settore.

Intensità:

  • Credito d’imposta in misura pari al 60% delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti di lavoro e degli strumenti utilizzati nell’ambito dell’attività lavorativa, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi rivolti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.

Il credito d’imposta spetta fino a un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario e può essere utilizzato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale è riconosciuto ovvero in compensazione, con modello F24, a decorrere dal giorno successivo a quello di riconoscimento dello stesso. Non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’Irap.

Spese ammissibili:

  1. la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
  2. l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
  3. l’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
  4. l’acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di cui al numero 2), quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
  5. per l’acquisto di dispostivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.

Ne avranno diritto i soggetti esercenti di attività di impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico; gli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

CREDITO D’IMPOSTA PER LA RICERCA E SVILUPPO AL SUD

Prevista una maggiorazione rispetto all’aliquota ordinaria applicata al Credito d’Imposta R&S:

  • dal 12 al 25% per grandi imprese
  • dal 12 al 35% per medie imprese
  • dal 12 al 45% per piccole imprese

REVOCA DEL BANDO INAIL

Nelle misure di sostegno alle imprese per la riduzione del rischio da contagio nei luoghi di lavoro (all’Art. 95, comma 5) è riportato il seguente testo:

  • Conseguentemente il bando di finanziamento ISI 2019, pubblicato nella GURI, parte prima, serie generale n. 297 del 19 dicembre 2019, è revocato.

REDDITO DI EMERGENZA (Art. 82)

Spetta ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Il reddito di emergenza è riconosciuto ai nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della domanda, dei seguenti requisiti:

  • residenza in Italia, verificata con riferimento al componente richiedente il beneficio;
  • un valore del reddito familiare, nel mese di aprile 2020, inferiore un valore del reddito familiare inferiore alla soglia di euro 400 mensili moltiplicata per un parametro di equivalenza pari a 1 per il primo membro del nucleo familiare e incrementato di 0,4 per ogni componente di età maggiore di 18 anni e di 0,2 per ogni minorenne, fino ad un massimo di 2,1.
  • un valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2019 inferiore a una soglia di euro 10.000, accresciuta di euro 5.000 per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di euro 20.000. Il massimale è incrementato di 5.000 euro in caso di presenza nel nucleo familiare di un componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza;
  • un valore dell’ISEE inferiore ad euro 15.000.

Il Rem non è compatibile con la presenza nel nucleo familiare di componenti che percepiscono o hanno percepito una delle indennità di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del Cura Italia, ovvero le indennità una tantum erogate o in via di erogazione.

Il Rem non è altresì compatibile con la presenza nel nucleo familiare di componenti che siano al momento della domanda in una delle seguenti condizioni:

  • titolari di pensione diretta o indiretta ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità;
  • essere titolari di un rapporto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda sia superiore alle soglie da euro 400 ad un massimo di 800 euro parametrate in base al numero di componenti del nucleo familiare;
  • essere percettori di reddito di cittadinanza.

Le domande per il Reddito di emergenza possono essere presentate entro il termine del mese di giugno 2020 e il beneficio è erogato in due quote massime, ciascuna pari all’ammontare di 400 euro, fino ad un massimo corrispondente a 800 euro. Nel caso di presenza nel nucleo familiare di componenti con disabilità tale soglia verrà incrementata.

Il Rem è riconosciuto ed erogato dall’INPS previa richiesta tramite modello di domanda predisposto dall’INPS, presentato secondo le modalità stabilite dall’Istituto.

NUOVE INDENNITA’ UNA TANTUM (Art. 84)

Sono riconosciute:

  • ai soggetti già beneficiari per il mese di Marzo del bonus 600 € previsto dal decreto Cura Italia, spetta anche per il mese di Aprile 2020 la stessa indennità;
  • ai liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data di entrata in vigore del decreto iscritti alla gestione separata Inps, non titolari di pensione, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020 rispetto al reddito del secondo bimestre 2019 (criterio: principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e nell’esercizio dell’attività, comprese le eventuali quote di ammortamento) è riconosciuta un’indennità per il mese di maggio 2020 pari a euro 1.000;
  • ai lavoratori titolari di rapporti di co.co.co. iscritti alla gestione separata Inps, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie che abbiano cessato il rapporto di lavoro alla data di entrata in vigore del presente decreto è riconosciuta un’indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1.000 €;
  • ai lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’AGO (commercianti e artigiani) già beneficiari per il mese di marzo 2020 dell’indennità pari a 600 euro viene erogata un’indennità di pari importo anche per il mese di aprile 2020;
  • ai lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali soggetti già beneficiari per il mese di marzo 2020 dell’indennità pari a 600 euro viene erogata un’indennità di pari importo anche per il mese di aprile 2020;
  • ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, è riconosciuta un’indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro;
  • ai lavoratori iscritti al fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 15 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo fondo cui deriva un reddito non superiore a 35.000 € e non titolari di pensione, è riconosciuta un’indennità per i mesi di Aprile e Maggio pari a 600 € per ciascun mese;
  • ai lavoratori del settore agricolo già beneficiari per il mese di marzo dell’indennità di cui all’articolo 30 del decreto-legge 18 marzo del 2020, n. 18, pari a 600 euro, è erogata per il mese di aprile 2020 un’indennità di importo pari a 500 euro.
  • ai lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo è riconosciuta un’indennità per i mesi di aprile e maggio, pari a 600 euro per ciascun mese;
  • ai lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali ex articolo 2222 del c.c. (prestazioni occasionali) e che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020, a patto che siano già iscritti alla medesima data alla Gestione separata con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile, è riconosciuta un’indennità per i mesi di aprile e maggio, pari a 600 euro per ciascun mese;
  • gli incaricati alle vendite a domicilio con reddito annuo 2019 superiore ad euro 5.000 e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione Separata e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Non hanno diritto all’indennità i lavoratori titolari, alla data di presentazione della domanda, di rapporti di lavoro dipendente a tempo indeterminato diverso dal contratto intermittente o titolari di pensione.

Tutte le indennità elencate non concorrono alla formazione del reddito e sono erogate dall’INPS in unica soluzione, rispettando un determinato limite di spesa complessivo.


FONDO REDDITO DI ULTIMA ISTANZA (Professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria) – (Art. 78)

Viene riconosciuta – anche per i mesi di aprile e maggio 2020 – l’indennità di 600 euro in
favore dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria,
sempre che non siano titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato né
di pensione. Non viene, inoltre, più richiesto il requisito dell’iscrizione in via esclusiva di
detti professionisti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria

PROROGA CASSA INTEGRAZIONE E NASPI (Art. 69, Art. 70)

Il decreto modifica il trattamento ordinario di integrazione salariale e di cassa integrazione in deroga per le aziende che si trovano già in cassa integrazione straordinaria e stabilisce, la possibilità di richiedere il trattamento di integrazione salariale (ordinario o in deroga) e l’assegno ordinario, per una durata massima di 9 settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori 5 settimane nel medesimo
periodo per i soli datori di lavoro che abbiamo interamente fruito il periodo precedentemente concesso. È altresì riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata massima di 4 settimane di trattamento per periodi decorrenti dal 1 settembre 2020 al 31 ottobre 2020.

Si prevede, inoltre, che ai lavoratori che hanno cessato la cassa integrazione guadagni in deroga nel periodo dal 10 dicembre 2017 al 31 dicembre 2018 e non hanno diritto all’indennità di disoccupazione NASPI è concessa, nel limite massimo di dodici mesi e in ogni caso con termine entro il 31 dicembre 2020, un’indennità pari al trattamento di
mobilità in deroga, comprensiva della contribuzione figurativa.

NOVITÀ PER TUTTI GLI ENTI DEL TERZO SETTORE

  •  Art. 126 – Proroga dei termini di ripresa della riscossione dei versamenti fiscali sospesi estesa anche agli enti non commerciali;
  • Art. 25 – Contributo a fondo perduto esteso anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore, che esercitano attività commerciale, oltre che agli enti religiosi civilmente riconosciuti;
  • Art. 28 – Credito di imposta sugli affitti di immobili non abitativi, esteso anche agli enti non commerciali per immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale.
  • Art. 125 – credito di imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione esteso anche agli Enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti;
  • Art. 156 – Accelerazione procedura di riparto 5 per mille 2019 al 31 Ottobre 2020;
  • Art. 246 – Concessi contributi volti al sostegno del Terzo settore nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, con la finalità di rafforzare l’azione a tutela delle fasce più deboli della popolazione a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. Lo stanziamento complessivo per la misura è pari ad euro 120 milioni per l’anno 2020, di cui 20 milioni riservati ad interventi per il contrasto alla povertà educativa. Il contributo è concesso in forma di sovvenzione diretta per il finanziamento dei costi ammissibili e a seguito di selezione pubblica nel rispetto dei principi di trasparenza e parità di trattamento. Il contributo può essere cumulato con il sostegno proveniente da altre fonti per gli stessi costi ammissibili. Il contributo è destinato agli enti che svolgono almeno una delle attività di interesse generale previste all’articolo 5, comma 1, lettere a), c), d), e), f), i), l), m), p), q), r),s), t), u), v), w) e z) del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117. La norma individua quale soggetto attuatore della misura l’Agenzia per la Coesione territoriale. A tal fine, l’Agenzia per la Coesione territoriale provvederà ad indire uno o più avvisi pubblici finalizzati all’assegnazione di un contributo a fondo perduto agli Enti del Terzo settore operanti nelle aree di attività di interesse generale richiamate nel comma 3, nel rispetto dei principi di trasparenza e parità di trattamento. L’Agenzia per la
    Coesione territoriale provvede a definire le finalità degli interventi da finanziare, le categorie di enti a cui sono rivolti, i requisiti di accesso al contributo, nonché i costi ammissibili e le percentuali di copertura tramite il contributo.

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Documento di Sintesi realizzato con il contributo del Dott. Franco Rasotto ed i consulenti del nostro Partner di Piano Bis.

 

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